Twitter ha acquistato Smallthought Systems, una società sviluppatrice di software per analisi di campagne di web marketing (Web Analytics) specializzata nel micro-blogging.
Una società come Twitter, che vanta un patrimonio di utenti attivi in grado di pubblicrae più di 2,8 milioni di Twits ogni ora, con la capacità di fornire in modo diretto ai suoi utenti business un software perfettamente integrato in grado di mappare con estrema perizia le campagne di pubblicità veicolate su Twit, può rappresentare nel prossimo futuro. read all »
Martedì 13 aprile, alla Camera di Commercio di Milano, Casaleggio Associati e Barclays hanno presentato la ricerca E-commerce in Italia 2010: l’e-commerce non è solo una scommessa il quale mette a confronto il mercato dell’e-commerce in Italia con quello europeo.
L’e-commerce ha aumentato la crescita dal 30,7% dello scorso anno al 58%, dimostrando di non conoscere alcuna la crisi!
“Il fatturato stimato per l’e-commerce nel 2009 in Europa è pari a 307 miliardi di euro, nello stesso periodo in Italia sono stati fatturati 10 miliardi di euro pari al 3,2% del mercato europeo. I settori principali sono il tempo libero (principalmente giochi d’azzardo) che rappresenta quasi metà del mercato (42,2%), il turismo (35%) e l’elettronica di consumo (8,7%).”
Questa notizia un pò scandalizza e un pò consola… le grandi multinazionali come J&J, Unilever e compagnia sono preoccupate dalla ridondanza negativa che blog e social network portano ai loro prodotti ogni qual volta un cliente insoddisfatto scrive e divulga pareri negativi. Fin qui l’affermazione migliore potrebbe essere “Ben venuti nel Social-World”, ma è veramente scandaloso che così grandi imprese, che probabilmente annoverano la pubblicità e il marketing in cima alla lista dei costi, non facciano di tutto per sfruttare il viral effect a proprio vantaggio.
Una volta si diceva “L’importante e che se ne parli, non importa se bene o male”, ma oggi con Twitter, Facebook e simili i danni arrecati dal “parlare male” possono impattare in modo molto più pesante sui dati di vendita globali delle multinazionali, proprio per le dimensioni e la stessa multinazionalità. Il passaparola si ferma con la geografia e i limiti linguistici… ma l’inglese e i traduttori automatici delle pagine web non sono arginabili in nessun modo…
Mi auguro che la Major evitino in futuro di fare affermazioni simili, prendendo provvedimenti meno massimo e leggermente più orientati all’ascolto dei pareri della clientela… forse parlare di CRM quando si hanno decine di milioni di clienti può avere costi inimmaginabili, ma almeno una gestione più puntuale della eco mediatica può essere valutabile.
La Francia appare sempre più decisa a mettere delle regole ferree alla cosiddetta “rivoluzione digitale“. Infatti non sarà forse un caso se, in un paese che di rivoluzioni se ne intende, la questione legata al ripensamento strutturale di diversi settori della cultura e dell’economia dovuto all’avvento di Internet appare una necessità sentita più che in altri paesi.
Così, dopo la contestatissima e ormai rinomata hadopi e dopo la recente “querelle” con Google legata alla digitalizzazione dei testi francesi fatta da Google Books, ecco arrivare una nuova e potenzialmente chiacchierata proposta, stavolta atta a introdurre una tassazione sui ricavi generati dalla pubblicità online.
La proposta in oggetto, fatta al Ministro della Cultura francese da Patrick Zelnik, pare essere stata accolta con un certo favore dal Governo. Secondo Zelnik si rende necessaria una tassazione specifica sui ricavi derivanti dalla pubblicità online, un mercato in costante crescita i cui proventi sfuggono attualmente alla tassazione dei paesi da cui proviene il traffico, andando invece ad arricchire l’erario dei soli paesi in cui gli operatori hanno la propria sede sociale.
Il nuovo sito voluto dal ministro Renato Brunetta per informare i cittadini sull’iter della riforma della Pubblica Amministrazione ha fatto molto parlare di sé in queste ore.
Motivo della ribalta non è stata tuttavia tanto la novità portata dal progetto, nonostante il sito abbia contato circa 20.000 contatti già un’ora dopo la conferenza di presentazione, quanto piuttosto il fatto di essere finito, nelle ore immediatamente successive alla sua attivazione, sotto l’attacco dei cracker.
Il sito Riformabrunetta.it è stato infatti irraggiungibile fino a circa un’ora fa, il tutto pare sia stato causato da un attacco di tipo DoS (Denial of Service), ovvero un tipo di attacco consistente nel saturare la capacità di risposta del server su cui un sito è ubicato sovraccaricandolo con un numero elevatissimo di richieste, solitamente fatte da appositi “bot” programmati allo scopo.
ROMA - Massiccio attacco agli indirizzi di posta elettronica di Gmail, la e-mail di Google, per rubare password e nomi utenti di decine di migliaia di utenti: è l’ultimo allarme per la sicurezza online, ammesso oggi alla Bbc dal grande motore di ricerca di Mountain View, California. read all »
Da ieri non servirà più attaccarsi alla divinazione o alla cartomanzia per controllare l’operato dei nostri rappresentanti nelle Camere della Repubblica; Openpolis ha infatti varato il nuovo sito http://www.openparlamento.it , una delle novità a sfruttare il controllo elettronico delle presenze al voto nelle camere.
L’opportunità che ci è data è veramente enorme, la possibilità di valutare l’operato singolarmente di ogni mempro del Parlamento o del Senato, per avere finalmente un feedback dopo la chiamata alle urne. Occhi aperti! Imparate a controllare e a migliorare i voti premiando la meritocrazia che in Italia è morta da anni.